Surplace
dicembre 3, 2011
Surplace
di Sabrina Ragucci
Camminare è una parte fondamentale del mio lavoro, il risultato di ciò che trovo, cercando insistentemente. Del resto camminare è un’attività visiva “potremmo dire che è il movimento, come anche le vedute che scorrono davanti ai nostri occhi, a fare accadere le cose nella nostra mente, ed è questo che rende il camminare ambiguo e infinitamente fertile: è il mezzo e il fine (…)”, come dice Rebecca Solnit, nel suo Storia del camminare.
Ho sempre camminato per ore e raccolto poco da raccontare al mio rientro, come in una centrifuga tutto sembra automatico, senza alcun controllo possibile del risultato, tranne, a volte, lo stupore e l’eccezionalità di avere trovato esattamente ciò che era nelle mie possibilità di raccolta e trasformazione, per assimilare il nuovo al noto. Ciò che stavo cercando, appunto, e che ho riconosciuto dopo, alla fine del processo.
Un’operazione al piede, in questo periodo, mi costringe ad affrontare la distanza tra il divano e la cucina con le stampelle. Appoggio le stampelle e rimango in equilibrio su una gamba, per qualche secondo, e mi sento come quando appoggio il cavalletto a terra, nel luogo in cui, dopo il camminare, arrivo. Il cavalletto fa lo stesso rumore delle stampelle e se cammino con il cavalletto appoggiato alla spalla destra, il pezzo di ferro mi fa sentire meglio il respiro, ricorda perché sono lì.
Le fotografie che vedete (qui) fanno parte di Surplace, ritratti di persone quando smettono di camminare lungo una strada di vetrine e negozi, e rimangono ferme, in attesa, nel punto in cui non ci sono vetrine e negozi. Il surplace, ricorda lo scrittore Giorgio Falco, “è una tecnica quasi scomparsa del ciclismo su pista, relegata a una forma di spettacolo e intrattenimento, che svilisce l’essenza del gesto originario, quando aveva ancora senso restare fermi, in equilibrio sulla bicicletta. Oggi c’è il cono di luce puntato sui due ciclisti in pista, proprio dove sono fermi, quasi immobili, in equilibrio sulle biciclette, accanto al nome luccicante dello sponsor, con il sottofondo di We will rock you o We are the champions.
I ciclisti restano in surplace, su un ritornello che fa battere le mani al pubblico, e che sembra altro, rispetto all’evento principale, e invece ne è solo la glorificazione. Surplace è il tentativo di riconquistare, in una sospensione di luogo e tempo, la breve sosta, liberata dall’essere una possibilità legata al solo codice commerciale e pubblicitario.”
Milano, 1 agosto 2011
[Le fotografie inedite fanno parte di una serie del 2009 qui]
Guido Guidi il 18 ottobre da MiCamera
ottobre 1, 2011
La recente pubblicazione di due importanti volumi è l’occasione di questo incontro. Mentre l’editore americano Loosestrife dedica all’autore una monografia retrospettiva, consacrandone definitivamente la fama internazionale, i tedeschi Hatje Cantz pubblicano i risultati di una ricerca intorno alla tomba Brion, opera di Carlo Scarpa, cui Guido Guidi cominciò a dedicarsi alla fine degli anni novanta. Due volumi molto diversi tra loro, che verranno presentati brevemente in questa serata. A seguire, booksigning con l’autore. Modera l’incontro Sabrina Ragucci
L’appuntamento è per martedì 18 ottobre alle ore 19.00 presso MiCamera
via Medardo Rosso 19 – 20159 Milano
Invito qui Guido Guidi_18 ottobre 2011
Seminario di fotografia. *Leggere la fotografia*
settembre 15, 2011
Museo dell’industria Idroelettrica di Valle Camonica, Cedegolo (BS) – 11 giugno, ore 20
giugno 5, 2011
Si terrà nella vecchia centrale di Cedegolo (BS) oggi Musil Museo dell’indutria idroelettrica della Valle Camonica sabato 11 giungo alle 20 e sarà un’occasione:
per presentare il libro “le cose e il paesaggio/get to things get to places” realizzato a compimento del progetto di ricerca per sole fotografie promosso dal Sistema dei Musei di Valle Camonica l’estate scorsa, lo introduranno William Guerrieri e Franco Farinelli
per vedere in anteprima in Valle Camonica i lavori fotografici di Andrea Botto La stanza della memoria, luoghi e volti della resistenza in Val Polcevera; di Sabrina Ragucci e Giorgio Falco Italian East Co(a)st oggi al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, di Donatello De Mattia e Francesca Cogni 42 Storie di un edificio mondo, di Marcello Galvani Di Palo in Frasca.
da Italian East Co(a)st (2006-2010) e Come saltare oltre la propria ombra (2009)
Incontro con John Gossage
maggio 24, 2011
JOHN GOSSAGE MARTEDI’ 24 MAGGIO ORE 19
John Gossage incontra il pubblico da MiCamera per una presentazione in anteprima dei libri in uscita. Al termine sarà possibile acquistare i libri disponibili (tra cui i recenti The Pond e The Thirty-Two Inch Ruler / Map of Babylon) e farli firmare dall’autore. Introduce Sabrina Ragucci.
Alfabeta 2 a maggio
maggio 4, 2011
Voglio segnalarvi l’uscita di alfabeta2. In questo numero ci sarà una piccola parte dedicata a “testi in luogo”. Abbiamo scelto qualche immagine tratta dall’inedito “Italian East Co(a)st” progettato e realizzato dal 2006 al 2010. Un racconto di Giorgio Falco parte fondamentale del lavoro.
“Il mio luogo è Cortesforza e non esiste.”
aprile 20, 2011
Alcune fotografie tratte dal mio lavoro Cortesforza Qui trovate, se avete voglia, qualche immagine (poco) tratta dal lavoro: Cortesforza. [Per la maggior parte sono immagini del 2005]. Il testo di Giorgio Falco.
Seminario. Lo spazio del welfare. 27 e 28 Maggio 2011
aprile 19, 2011
Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea
In collaborazione con i Comuni di
Carpi, Correggio, Rubiera e Scandiano
LO SPAZIO DEL WELFARE
27 e 28 Maggio 2011
Sono aperte le iscrizioni al seminario Lo spazio del welfare, in programma il 27 e 28 Maggio 2011, presso l’Ospitale di Rubiera, Reggio Emilia.
In occasione dell’indagine fotografica avviata da Linea di Confine con cinque autori italiani della più recente generazione (Federico Covre, Cesare Fabbri, Allegra Martin, Francesco Neri e Sabrina Ragucci) impegnati a condurre una ricerca su altrettanti servizi del welfare, della provincia di Reggio Emilia e Modena, si organizza il 27 e 28 Maggio un seminario, nel corso del quale gli autori stessi presenteranno le loro ricerche in progress, avviate nella primavera del 2011.
Sono inoltre previsti interventi e un dibattito aperto agli iscritti del seminario, da parte di uno storico e critico della fotografia (Antonello Frongia, Università Roma 3), di un urbanista (Stefano Munarin, Iuav Venezia), dello scrittore Giorgio Falco, il critico Riccardo Caldura (Galleria Contemporaneo, Mestre), oltre che da Guido Guidi e William Guerrieri.
Lo spazio del welfare è costruito a partire dalla seconda metà del XX° secolo in Europa, da quell’insieme di spazi di socializzazione e di vita collettiva, di servizi ed attrezzature che, pur tra molti limiti, hanno cercato di garantire comfort, salubrità e sicurezza alla città, dando forma concreta alle politiche del welfare state.
Oggi, occuparsi di questo tema risulta importante per diverse ragioni. Innazitutto perché queste attrezzature e servizi, la presenza diffusa di queste dotazioni pubbliche (scuole e ospedali, parchi e campi sportivi, centri sociali e biblioteche) costituisce una delle caratteristiche della città europea
contemporanea, uno dei suoi fattori d’identità. Inoltre perchè interessarsi allo spazio del welfare significa occuparsi dei temi dell’urbanità, della costruzione di tessuti urbani abitabili, confortevoli, sani e sicuri. Il confronto e lo scambio tra esperienze e best practices su questi temi può contribuire a migliorare la qualità complessiva della città europea.
Infine, per verificare come la fotografia contemporanea, nella ricerca di alcuni giovani autori italiani individuati da Linea di Confine fra gli autori di maggior interesse che operano nell’ambito della più recente fotografia documentaria, possa produrre una maggiore conoscenza della natura degli spazi e delle relazioni complesse, quali si trovano nello spazio del welfare.
L’associazione culturale Linea di Confine nasce nel 1990 e ha sede nell’Ospitale di Rubiera, Reggio Emilia, edificio della prima metà del Cinquecento. In oltre 20 anni di attività, ha condotto indagini fotografiche e Laboratori di Fotografia, con autori di notorietà internazionali su aree del territorio della Regione Emilia-Romagna e del Nord Italia, privilegiando i paesaggi “transitori”, le trasformazioni della città e l’urbanizzazione diffusa del territorio. Dopo la scomparsa di Paolo Costantini, dal 2001 il Comitato scientifico è composto da Bernardo Secchi, Guido Guidi, William Guerrieri, Stefano Munarin e Tiziana Serena.
Programma del Seminario
Venerdì 27 Maggio
Ore 11,30 Presentazione del progetto d’indagine e delle tipologie di servizio (A cura di Stefano Munarin e William Guerrieri)
Ore 12,30 Presentazione dei lavori di Francesco Neri (progetto sulla socialità degli anziani (La Finestra sul Cortile) realizzati nell’estate del 2010 per conto dell’AUSER di Rubiera.
Ore 13,30 Pausa pranzo in sede
Ore 15,00 Intervento di Antonello Frongia
Ore 16,00 Presentazione dei lavori di Sabrina Ragucci
Ore 17,30 Presentazione dei lavori di Cesare Fabbri (Scuole dell’infanzia di Scandiano) e Allegra Martin (Centro sociale di Rubiera)
Sabato 28 Maggio
Ore 9,30 Intervento di Giorgio Falco
Ore10,00 Ripresa dei lavori e dibattito aperto con gli autori, i coordinatori dell’indagine, Giorgio Falco, Guido Guidi e Riccardo Caldura
Ore11,30 Visione dei portfolio su richiesta dei partecipanti al seminario a cura di Guido Guidi e William Guerrieri
Ore 13,00 Chiusura dei lavori del seminario.
La partecipazione al seminario è aperta a tutti prevede l’iscrizione obbligatoria e il versamento di una quota di iscrizione di 60,00 Euro all’Associazione Linea di Confine. (La quota comprende la partecipazione al seminario e il pranzo di Venerdì 27 Maggio). Ai partecipanti sarà rilasciato su richiesta un attestato di partecipazione. Possibilità di alloggio in economia per la notte di Venerdì 27 Maggio presso la struttura dell’Ospitale di Rubiera.
Per informazioni ed iscrizioni T.0522629403 email: linconfine@comune.rubiera.re.it
L’Ospitale, Rubiera, Via Fontana 2 42048 Rubiera, Reggio Emilia
Il programma potrebbe subire alcune variazioni per causa di forza maggiore.
Premio Riccardo Prina 2011
marzo 15, 2011
Nell’ambito del Chiara (Premio italo/svizzero dedicato ai racconti), inaugura il Premio Riccardo Prina, fotografia e parola. Fotografia e un testo scritto dall’autore. Per questo primo anno, invitati a partecipare alla giuria ci sono, tra gli altri: Francesco Zanot (critico) e Sabrina Ragucci (artista).
Incontro a Torino, Villa Gualino, il 7 novembre
ottobre 18, 2010
Il ritratto in stile documentario
Domenica 7 novembre 2010 ore 11:30
Viale Settimio Severo 63, 10133 TORINO
Incontro con Sabrina Ragucci, Rodolfo Suppo
e Paolo Verzone.
Modera Fulvio Bortolozzo
A Torino, nel mese di novembre, conferenze e mostre sulla fotografia contemporanea, a cura di Fulvio Bortolozzo qui il Programma di Lens Based Art Show
Premiazione del concorso “Le cose e il paesaggio”.
ottobre 18, 2010
Premiazione del concorso \"Le cose e il paesaggio\".
TALK: un pomeriggio fotografico
SEGNI, SIGNIFICATI, SIMBOLI E STORIE – La conversazione con i fotografi è stata l’espressione della varietà con la quale i fotografi hanno voluto raccontare il loro viaggio in Valle Camonica dentro e fuori i musei. Il rapporto con le cose ed il paesaggio è articolato; le cose sono segni, significati, simboli, storia. Far parlare le cose ed il paesaggio è un percorso affascinante e complesso. “Il tema è bello – sostiene Elio Grazioli, uno dei giudici del concorso – ed è apparentemente semplice ma, nella sua semplicità, tocca aspetti importanti: le cose sono segni, significati, simboli, storia; viaggiare è scoperta di paesaggi e oggetti che rimandano alla relazione con le persone ed inevitabilmente alla memoria”.
EMOZIONI IN TERRA CAMUNA – Attorno alla mappa della Valle Camonica, allestita al centro della Chiesa di Sant’Antonio di Breno, si sono avvicendati i fotografi, le loro opere, i loro progetti, la loro abilità narrativa nel raccontare il viaggio in Valle Camonica dentro e fuori i musei. Regista dell’incontro è stata Elena Turetti promotrice del concorso e Responsabile dei Musei, Ecomusei e cultura immateriale. Dal racconto dei fotografi emergono scelte artistiche estremamente variegate: c’è chi ha cercato scorci di territorio caratteristici e giochi di luce, chi ha fotografato elementi di rottura del paesaggio, chi “armato” di taccuino ha ricercato le trasformazioni del bosco, chi ha concentrato l’attenzione sul rapporto fra paesaggio ed industria idroelettrica, chi si è immerso nella frammentazione di un paesaggio difficile da rappresentare in modo organico, chi ha descritto il lavoro degli archeologi sulle rocce incise, chi ha dialogato, chi si è emozionato.
LA VOCE DELLE IMMAGINI – La giuria composta da Elio Grazioli, William Guerrieri, Tancredi Mangano e Sabrina Ragucci ha assegnato il primo premio a Cristian Guizzo, che – rileva Guerrieri – “ha saputo mettersi in posizione di ascolto, delle cose, del paesaggio ma soprattutto delle persone, guardare le sue foto è come sentirne la voce.” – “Si tratta di una scelta che” – aggiunge Ragucci – “rispecchia l’equilibrio fra intenzione e realizzazione, fra progetto e fotografia”.
(Giampietro Moraschetti)
Invito
ottobre 9, 2010
SANTUARIO DI MINERVA, BRENO (BS)
17 OTTOBRE 2010, ORE 17:00
PROGRAMMA
ORE 17:00
TALK / CONVERSAZIONE, CON RIPRODUZIONE DI IMMAGINI E VOCI
GIURIA,
ELIO GRAZIOLI WILLIAM GUERRIERI TANCREDI MANGANO
SABRINA RAGUCCI ROBERTA VALTORTA MAURIZIO VOGLIAZZO
FOTOGRAFI,
SELEZIONATI IN GRADUATORIA: EZIO D‘AGOSTINO ALFONSO CHIANESE NICCOLO’ MORGAN GANDOLFI STEFANO GRAZIANI PAOLO MONTI LUCA CASONATO SIMONE DONATI ENRICO PASINATO ENRICO BEDOLO FRANCESCA GARDINI MARCELLO GALVANI FRANCESCO PATRIARCA ENRICO ABRATE CRISTIAN GUIZZO LUIGI VEGINI
ORE 18:30
PREMIAZIONE DEI VINCITORI DEL CONCORSO
Le cose e il paesaggio – Concorso – www.lecoseilpaesaggio.it
maggio 15, 2010
Commissione giudicatrice
> ELIO GRAZIOLI
> FRANCO FARINELLI
> MAURIZIO VOGLIAZZO
> ROBERTA VALTORTA
> SABRINA RAGUCCI
> TANCREDI MANGANO
> WILLIAM GUERRIERI
Brera, incontro con Giorgio Falco e Sabrina Ragucci
maggio 12, 2010
Tratto da Come saltare oltre la propria ombra di Sabrina Ragucci.
Pordenone XI 2009 C-Print 1/10.
PAESAGGI MOBILI
uno sguardo sui luoghi della modificazione
24 marzo 2010 | ore 20.30 | convento di san francesco | pordenone
intervengono:
la città complessa, antonello frongia, gian mario villalta,
michele buda, tancredi mangano, andrea pertoldeo, sabrina ragucci.
Paesaggi mobili assume il tema della trasformazione come sfondo di un lavoro di ricerca. Attraverso quattro “urgenze urbane” che corrispondono ad altrettante “azioni”, le parole di Gian Mario Villalta e le fotografie di Michele Buda, Tancredi Mangano, Andrea Pertoldeo e Sabrina Ragucci rappresentano “modelli” di modificazione, in virtù della loro potenziale capacità di attivare e mutare processi che riguardano gli spazi, chi li vive e come questi li abita.
Fotografi per Haiti
marzo 7, 2010
Museo di Fotografia Contemporanea
COMUNICATO STAMPA qui: Fotografi per Haiti
Villa Ghirlanda, via Frova 10 Cinisello Balsamo – Milano
T +39 02 6605661 F +39 02 6181201 www.mufoco.org
Enti fondatori: Provincia di Milano, Comune di Cinisello Balsamo – Partner: Epson
Ufficio Stampa, T +39 02 66056633, ufficiostampa@mufoco.org
Università Bocconi e Museo di Fotografia Contemporanea insieme per Haiti
mercoledì 17 marzo 2010
dalle ore 19 fino alle 24
Raccolta fondi a favore della popolazione colpita dal sisma
Ingresso libero
alle ore 20.30
Concerto Blues for Haiti
Biglietti in vendita sul circuito TicketOne
Università Bocconi, via Roentgen 1, Milano
I proventi saranno devoluti alla Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus per contribuire al progetto Francisville – La città dei mestieri, che assicurerà un futuro a migliaia di bambini attraverso la formazione professionale, la creazione di posti di lavoro e la produzione di beni e servizi essenziali. L’iniziativa è possibile grazie alla generosità dei fotografi e alla collaborazione di Epson Italia per il marchio Digigraphie e Shades International per la fornitura dei materiali da conservazione. Per informazioni: www.unibocconi.it/bluesforhaiti
Festival internazionale di Roma FotoGrafia
maggio 27, 2009
Tratta dal lavoro Estate, Cortesforza.
Un ribaltamento di prospettiva, rispetto a uno sguardo
spesso catturato da un flusso continuo di informazioni visive
e dall’imposizione chiassosa della presenza delle cose.
La dimensione di questa intimità percettiva si basa su visioni da
cercare, che giocano sulla loro discreta individualità, e che risalgono
il piacere dell’attenzione ai dettagli, dell’analisi dei singoli elementi
che compongono le immagini. Una dimensione che si basa sulla gioia
di una conoscenza che trova il suo campo di azione nella possibilità di
riappropriarsi delle proprie percezioni e di scoprire emozioni fatte di
equilibri semplici e sottili.
In una mostra che è una possibile mappatura di un modo di essere,
vogliamo ricreare quello spazio di sospensione dove possa abitare
una capacità di stupirsi lontana da emozioni d’impatto, come
un’immersione o un’indagine al microscopio, in cui più ci si avvicina e
più il contesto permette alle cose di svelarsi.
Un luogo dove scoprire prima ancora che mostrare, conoscere ciò
che più spesso passa inosservato, qualcosa di prezioso, non sempre
appariscente, contenuto, che ha bisogno di attenzione, ed è spesso
fatto di piccole cose.
Partecipa alla mostra tra gli altri Sabrina Ragucci con una serie di cinque fotografie dal titolo Estate.
Tutti i nomi on-line.
PER INFO E UFFICIO STAMPA:
VIA FIVIZZANO 27,
VIA DEL PIGNETO 91 °CHICCEN °19, TUBA °VIA ASCOLI PICENO 3 °HOBO ART CLUB
ROMA °DAL 4 AL 28 GIUGNO 2009, DALLE 18 ALLE 22
INAUGURAZIONE 4 GIUGNO DALLE 20
D I M E N S I O N E M A S S I M A 1 0 x 1 2 C M
WWW.TRETERZI.ORG °WWW.CAMERAOSCURA.ORG °
A CURA DI CAMERAOSCURA E 3/3
L’ubicazione del bene
maggio 19, 2009
Presentazione del libro: Lezioni di Paesaggio
aprile 24, 2009

martedì 28 aprile 2009 ore 18.00
Mondadori multicenter, libreria ElectaKoenig
Piazza Duomo 1, Milano
Presentazione del libro
LEZIONI DI PAESAGGIO
di Emanuele Piccardo (Plug_in)
intervengono
Giorgio Falco, scrittore
Emilio Fantin, artista
Emanuele Piccardo, architetto, curatore archphoto.it
Sabrina Ragucci, artista
Lugo Land 2009
febbraio 14, 2009
Tratta dal lavoro Lugoland 2009
Lugo Land 2009
Un anno fa ho proposto a undici fotografi che ho avuto modo di conoscere durante il mio percorso professionale di prendere parte a un progetto di fotografia. Alcuni di loro hanno ottenuto riconscimenti internazionali, vinto premi importanti, in alcuni casi sono autori di libri che hanno segnato la storia della fotografia. Per questo progetto hanno accettato di confrontarsi con fotografi più giovani e di farlo su uno stesso luogo: Lugo. Quello che ne è risultato sono sessanta fotografie, in forma di cartolina, che ci raccontano ciò che della città hanno visto, ciò che hanno scoperto. Che, ad esempio, al centro sociale Il Tondo, dove gli anziani si ritrovano per il solito marafone (*), tutte le domeniche una comunità di africani proveniente da varie parti d’Italia si ritrova per celebrare la Messa della Chiesa di Zion; che una ditta si è trasferita in via Puccini e che via Don Minzoni è la via più bella di Lugo; che piazza Garibaldi di notte può sembrare un giardino Zen; che, nella Bibbia, un’antica normativa vieta l’utilizzo di qualsiasi immagine; che nel quartiere di Madonna delle Stuoie il mondo sta cambiando; che a Lugo il sole può essere così accecante da diventare nero, ma la nebbia può farti perdere completamente il senso dell’orientamento; che all’Aero Club gli spettatori che guardano le esibizioni aeree sono identici alla statua di Baracca, nel centro storico della città, il quale, se osservato dall’alto, per una strana coincidenza ha la forma di un aeroplano.
Che Lugo, in passato, era una foresta magica che qualcuno è riuscito a fotografare, nonostante un problema all’otturatore.
Luca Nostri
I fotografi sono: Tim Davis, Marco Delogu, Guido Guidi, Cesare Fabbri, Marcello Galvani, Graciela Iturbide, Giuliano Matteucci, Luca Nostri, Sabrina Ragucci, Xavier Ribas, Lorenzo Tugnoli, Giovanni Zaffagnini
Sabato 14 febbraio 2009
Inaugurazione
Ore 17.00
Hotel Ala d’Oro
Corso Matteotti 56, Lugo (Ra)
Incontro con gli autori e
presentazione del libro Lugo Land
Special guest David Farrell
Il fotografo irlandese presenterà
il documentario Elusive Moments
di Donald Taylor Black
Ore 18.30
Pescherie della Rocca
Piazza Garibaldi 1, Lugo (Ra)
La mostra rimarrà aperta
dal 15 febbraio all’ 8 marzo 2009
dal martedi al sabato: 15.30 – 18.30
domenica: 10 – 12 / 15.30 – 18.30
Comune di Lugo
Assessorato alla Cultura
Un articolo dal mensile di Arte e Design DDFREE_N
settembre 16, 2008
Ritratti 04-08, invito mostra e conferenza a Lugo (RA)
settembre 14, 2008
Tratta dal lavoro Ritratti
Ritratti 04-08 di Sabrina Ragucci
Mito dalle origini antiche, il ritratto è celebrato dai poeti del nostro Rinascimento come l’arte divina che rende presente e vicino ciò che è lontano, imago sostitutiva dell’oggetto del desiderio nonché di un luogo in cui ritornare dal futuro. Si porta dietro l’inquietudine e la paura che c’è in ogni domanda. Il ritratto ci indica la via dell’attenzione, parte dalla realtà e vi ritorna compiendo un viaggio misterioso nella dimensione delle persone evocate, passando dall’una all’altra.
Per Sabrina Ragucci è l’inquietudine che racchiude in sé sempre una domanda, le persone incontrate sono là nel punto preciso in cui la tragica alternativa tra caso e destino si ripropone. Come le teste parlanti del 1980 di Kieslowski, dai bambini via via fino ai vecchi, uno per ogni anno di età: a ogni testa parlante viene chiesto quando è nata, cosa desidera di più.
Tra i principi fondanti delle immagini di Sabrina Ragucci, c’è una sintesi prospettica di luce, forma e colore da cui scaturiscono l’armonia e il ritmo unitario delle sue composizioni dove è possibile intravedere la lezione di Antonello da Messina e Vermeer.
Un lavoro, questo dei ritratti, che racchiude l’idea di progetto-opera. L’intenzione che un’immagine ne determini un’altra, nel tempo diventa biografia oggettiva, del ritratto e dell’artista. La fotografia, mezzo delle contraddizioni formidabili, diceva Edward Steichen, è al contempo facile e di una difficoltà quasi impossibile. I fotografi si appropriano di una realtà disponibile solo in apparenza, disponibile nell’apparenza di una realtà recalcitrante, ostile come la superficie delle parole, dove il visivo tiranneggia il visibile.
In un’altra dimensione il lavoro di Sabrina Ragucci contiene la drammatizzazione del luogo abitabile, un’archeologia dello spazio, un metodo di deduzione per riscoprire, svelare, -nel caso specifico dei ritratti – riportare alla luce del presente l’avvenuto incontro, affinché il familiare diventi misterioso e viceversa.
Siamo di fronte a una cura ossessiva dei dettagli, geroglifici che impongono una lettura attenta per essere decifrati: frammenti di uno spazio, di uno sguardo consapevole entro il quale possiamo leggere il nostro tempo, il tempo.
“Le stagioni sono cambiate e la luce e il tempo e l’ora ma è lo stesso paese e incomincio a riconoscere la mappa.” (Dag Hammarskjold)
Inaugurazione domenica 14 settembre 2008 ore 18.00
Ala d’Oro
corso Matteotti, 56 Lugo (RA)
Interverranno Giorgio Falco, Guido Guidi, Giulio Mozzi
La mostra rimarrà aperta dal 14 settembre al 12 ottobre 2008
Lezioni di paesaggio a Savignone
maggio 6, 2008
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Lezioni di paesaggio è un evento che prevede una serie di incontri, happening, mostre e installazioni temporanee: l’obiettivo è diffondere e stimolare una cultura condivisa a partire dalla declinazione e dalla definizione del termine paesaggio nella convinzione che solo conoscendo adeguatamente quest’ultimo è possibile instaurare una nuova e diversa relazione con esso
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| vernissage: 3 maggio 2008. ore 10 | |
| curatori: Emanuele Piccardo | |
| autori: Guido Affini, Mariano Andreani, Cesare Ballardini, Fabrizio Basso, Francesco Cicconi, Silvia Cini, Andrea Dapueto, Anna Rita Emili, Cesare Fabbri, Emilio Fantin, Vittore Fossati, Marcello Galvani, Guido Guidi, Ugo La Pietra, Land-I, Alessandro Lanzetta, Andrea Panzironi, Andrea Pertoldeo, Emanuele Piccardo, Pietro Luigi Piccardo, Sabrina Ragucci, Andrea Repetto, Luisa Siotto, zerozoone | |
| telefono evento: +39 0109643822 | |
| genere: fotografia, arte contemporanea, altro, collettiva | |
| email: info@archphoto.it | |
| web: www.plugin-lab.it |
L’iniziativa Lezioni di paesaggio è organizzata nell’ambito del progetto di riqualificazione architettonica e culturale della Colonia in “Cantiere Sperimentale di Cultura Contemporanea”, ideato dall’associazione culturale plug_in – laboratorio di architettura e arti multimediali in collaborazione e con il sostegno dell’amministrazione comunale di Savignone, proprietaria dell’immobile. Il progetto mira a far diventare la Colonia di Renesso un luogo della cultura contemporanea, attraverso la promozione di iniziative che facciano interagire il futuro Cantiere Sperimentale con altre istituzioni culturali italiane ed europee, senza trascurare tuttavia il rapporto (permanente) con la comunità locale di riferimento.
Lezioni di paesaggio rappresenta il primo evento realizzato in questa prospettiva.
Gli incontri di Lezioni di paesaggio si terranno ogni week-end, a partire dal 3 maggio 2008, e saranno suddivisi per sottotemi: Progettare il paesaggio | Definire il paesaggio | La cultura del paesaggio | Il cinema e il paesaggio | La fotografia e il paesaggio | L’arte contemporanea e il paesaggio.
Il programma aggiornato sarà disponibile su www.archphoto.it
Lezioni di Paesaggio è un Event Off Congress Calendar del XXXIII UIA World CongressTorino
Luogo Eventuale 04-07. Personale di Sabrina Ragucci
gennaio 25, 2008
“Luogo Eventuale 04-07″
34 fotografie di Sabrina Ragucci
Presso lo Spazio Espositivo in Corso Vittorio Veneto 27,
Massa Lombarda (Ravenna).
In occasione dell’inaugurazione si tiene un incontro dal titolo “sembra facile” presso la Biblioteca Comunale C. Venturini, ore 15.30, Viale Zaganelli,2 Massa Lombarda (RA)
Intervengono: Giorgio Falco, Guido Guidi, Sabrina Ragucci, Giovanni Zaffagnini.
Sembra facile
di Giorgio Falco
Questo testo è stato pubblicato su Liberazione il 25 gennaio 2008 e letto in occasione dell’inaugurazione
Il titolo di questo incontro è Sembra Facile. Sembrare del resto è una peculiarità della fotografia. Facile perché l’accessibilità del mezzo fotografico pare ormai riconosciuta ma dovremmo chiederci se questa democratizzazione sia reale.
Sembra Facile. “Se sei lì, puoi fare delle buone fotografie” (Kyochi Sawada).
Innanzitutto devi uscire di casa (e per quanto mi riguarda, è difficile già solo questo), avere l’attrezzatura necessaria, fotografare e tornare con il raccolto. Ma di questo parleranno molto meglio i fotografi.
Mi interessa la capacità evocativa e narrativa che le buone fotografie riescono a dare.
E ancora: la possibilità dei diversi livelli di lettura.
Prendiamo una fotografia di Garry Winogrand. È tratta da un libro del 1969, “The Animals”, un lavoro sullo zoo di New York. Molti artisti hanno affrontato il proprio bestiario e anche Winogrand ha fotografato spesso gli animali.
Ha fotografato gli animali e le persone ai rodeo di Fort Worth, Texas (tornando per alcuni anni in quella stessa fiera). Ha fotografato lo zoo di New York come milioni di altre persone. Che differenza c’è tra il lavoro di Winogrand e quello di milioni di persone che vanno allo zoo, fotografano gli animali in modo più o meno estemporaneo e magari riescono anche a fare una singola, buona, inconsapevole fotografia?
Innanzitutto l’approccio. Da visitatori o turisti. Arrivano, passano, fotografano, mangiano pop corn e noccioline, parlano con i loro amici, sgridano i figli. Sono lì per passare una domenica, per passare il tempo. Alcuni fotografano gli animali e cercano di catturare l’elemento tragico, buffo, pittoresco, comico, grottesco, per strappare una risata, anche a se stessi, per riaffermare ancora una volta il primato dell’uomo sull’animale rinchiuso nella propria sconfitta, dentro lo zoo che ha da sempre il duplice aspetto di solidarietà e controllo, salvezza e reclusione.
Al tempo stesso, Winogrand è lontanissimo dal lavoro di un fotografo che fa reportage. Si potrebbe dire, con una provocazione paradossale, che Winogrand, a un primo superficiale raffronto, sia più vicino a una fotografo qualsiasi che a un fotografo di reportage. A parte qualche rara eccezione, considero il reportage fotografico (e non solo fotografico) un genere in cerca di scorciatoie, i temi trattati dal reportage sono spesso condivisibili, è difficile non essere d’accordo con i reportage, ma non dovremmo essere qui per avere ragione.
Quasi sempre la fotografia di reportage si limita alla denuncia. Cosa farebbe la fotografia di reportage in uno zoo? Insisterebbe sulla reclusione degli animali, sulla loro sofferenza, oppure accentuerebbe gli aspetti paradossali dello zoo, per cercare sdegno, un sorriso di tenerezza o una risata compiaciuta.
Il fotografo di reportage fa del caos un motivo estetizzante, come se il caos fosse la vetrina di un negozio, tutto ciò che è visibile è esposto, a tal punto che, come la merce, si vede solo ciò che è esposto.
“Il pittore non dipinge su una tela vergine, né lo scrittore su una pagina bianca, ma la pagina o la tela sono già talmente ricoperte di luoghi comuni preesistenti e prestabiliti, che bisogna prima di tutto cancellare, pulire, ridurre, addirittura dilaniare, per far passare una corrente d’aria generata dal caos che ci porta alla visione.” (Deleuze).
Le fotografie di Winogrand invece, come ha scritto giustamente nell’introduzione John Szarkowski, non solo hanno una perfezione grafica, ma soprattutto disciplinano il caos senza romperne lo spirito.
Non c’è solo una perfezione grafica, una maniacale ricerca di forma. C’è l’assimilazione del luogo, così dentro l’artista da esserne parte integrante.
Ecco la foto di un uomo e una donna allo zoo, durante una giornata di sole newyorkese. Parlano appoggiati a una ringhiera, danno le spalle alla gabbia dove, un lupo bianco, cammina lentamente. Una quiete transitoria, certo, e il futuro senso di minaccia non è dato dal lupo. Mi colpisce la lentezza del passo del lupo bianco, la lucentezza del lupo bianco rinchiuso nella gabbia. Le sbarre della gabbia sono evidenziate dalla stampa che lì volge al nero. Chi è in questa fotografia, il lupo? L’uomo cinge la donna ignara che non si accorge dell’abbraccio discreto ma deciso. L’uomo ha appoggiato la mano sulla ringhiera, per adesso. La donna parla con le braccia conserte, l’ombra della donna si proietta su parte della faccia dell’uomo. La faccia dell’uomo è per tre quarti scura e per un quarto bianca, pallida quasi quanto il lupo che cammina lentamente verso il confine delle sbarre.
Oppure, sempre a proposito di animali, il cane nero nella foto di John Gossage: il cane nero fradicio cerca riparo sotto una tettoia che non esiste, davanti a un edificio bianco a un piano, dove c’è un’officina chiusa, e dentro l’officina un’auto parcheggiata. Piove e quasi sentiamo battere le gocce sull’asfalto, abbagliati dal riflesso dell’edificio bianco sul selciato nero del piazzale, la pioggia sul cane, su Gossage che scatta, su noi che guardiamo.
Guardiamo le notti d’estate, una giostra, la ruota racchiusa nella porzione di cielo più scura, mentre sopra sopravvive un po’ di luce, nella foto di Robert Adams, il più letterario dei fotografi americani in vita. Che cosa è il celeberrimo capitolo L’evento tossico aereo di De Lillo in Rumore bianco se non un aggiornamento della ricerca fotografica iniziata mezzo secolo fa da Adams? Quali sono gli effetti dell’inquinamento sulle coste dell’Oregon, sulla risacca del Pacifico ritratto in bianco e nero? Quali sono gli effetti delle piogge acide sulle foreste dell’Ovest? Cosa è rimasto dell’Ovest nel territorio americano?
Una fotografia tratta da “At work” di Lee Friedlander. Un’impiegata americana, in uno di questi open space, dove l’ariosità è una forma di controllo, la sedia vuota.
Nelle fotografie di Sabrina Ragucci trovo molti elementi comuni con la migliore tradizione americana, il suo lavoro è esperienza di un paesaggio italiano visto da vicino, “non idee ma nelle cose” (William Carlos Williams). Oltre alla precisione formale e alle citazioni c’è sempre una visione sociale, pur restando ben distante dai moralismi ideologici o politici. Come nel manico della scopa che spunta appena nel ritratto di una donna quasi anziana che indossa una maglia gialla del colore delle mura domestiche. In quel ritratto c’è tutta la condizione femminile in Italia, ma senza strilli, solo con l’allusione alla tradizione pittorica.
Sembra Facile. Io amo molto i fotografi che si misurano su temi che paiono così facili, scontati, accessibili, però tirano fuori qualcosa d’altro, qualcosa che, all’osservazione iniziale, non esiste.
Un po’ come la fine di un racconto. Deve sorprendermi senza sconvolgermi, deve portarmi laddove non pensavo si potesse arrivare. La fine di un racconto deve essere la fine, certo, ma al tempo stesso la possibilità di una nuova narrazione, una riscrittura continua del territorio.
Mi interessa la possibilità di narrazione che essa stimola, un’immagine che va oltre se stessa, non è un semplice evento e nemmeno una sostanza fuori dal tempo. Voglio una fotografia o una scrittura che sia creazione e distruzione, in un oscillare continuo tra i due stadi di sopravvivenza e resa.
Qualcosa di misterioso per chi guarda o legge, ma anche per il fotografo o lo scrittore stesso, perchè la fotografia possa essere una ricerca e non una rappresentazione, perchè la fotografia come la scrittura sia portatrice del dubbio. Cercare se stessi nell’azione, nella quasi perfezione del gesto che racchiude la fallibilità di ogni atto, ecco, è già un buon punto di partenza.
Lianzhou International Photo Festival, 2006
ottobre 23, 2006
Mois Européen de la Photographie | Regards intérieurs
Auteurs : Qing Jie – Zhou Qing – Sabrina Ragucci – Filippo Romano.
Lianzhou International Photo Festival
Unit 722 Garden Tower
268 Huanshi Dong Lu
510064 Guangzou
Chine
Festival : 2006 Lianzhou International Photo Festival
Between the observer and the observed
Du mardi 05 décembre 2006 au mercredi 20 décembre 2006 Lianzhou International Photo Festival – 510064 Guangzou
Un homme et une femme à Luoyang et à Milan, deux grandes villes dans deux pays très éloignés. La juxtaposition de cultures différentes et de sexes opposés donnera au public la possibilité de voir les ressemblances comme les
différences. Les différences semblent être dues principalement aux individus.
Chaque photographe montrera au moins 20 images sur des particularités de son environnement sélectionnées de façon tout à fait personnelle. Leur approche de leur ville est plus un moyen d’exprimer leurs sentiments, réactions et
émotions envers une réalité extérieure qu’un « reportage » ou l’enregistrement d’un fait particulier. Dans la plupart des cas, les objets, les paysages ou même les gens sont choisis car ils représentent quelque chose de spécifique pour le photographe à un instant donné ; ils évoquent plus qu’ils ne
décrivent, ils peuvent être considérés comme des paysages de l’esprit. Dans une oeuvre, il est très difficile de quantifier la part de subjectivité et de soi-disant objectivité, tellement difficile qu’il est peut être inutile d’essayer de les séparer. De toute façon, le Milan et le Luoyang que nous allons découvrir dans ces images seront très différents de ceux que nous avons l’habitude de voir. 2006 est l’année de l’Italie en Chine ; avec cette exposition de regards croisés nous voulons donner l’opportunité aux artistes des deux pays d’échanger réellement sur une base commune : leur vision
personnelle de leur environnement, fruit d’une sensibilité spécifique qu’ils ont développée durant une année de travail photographique et d’observation d’eux même et du monde qui les entoure.
Monica Dematte











