Premiazione del concorso “Le cose e il paesaggio”.

October 18, 2010

Premiazione del concorso \"Le cose e il paesaggio\".

TALK: un pomeriggio fotografico
SEGNI, SIGNIFICATI, SIMBOLI E STORIE – La conversazione con i fotografi è stata l’espressione della varietà con la quale i fotografi hanno voluto raccontare il loro viaggio in Valle Camonica dentro e fuori i musei. Il rapporto con le cose ed il paesaggio è articolato; le cose sono segni, significati, simboli, storia. Far parlare le cose ed il paesaggio è un percorso affascinante e complesso. “Il tema è bello – sostiene Elio Grazioli, uno dei giudici del concorso – ed è apparentemente semplice ma, nella sua semplicità, tocca aspetti importanti: le cose sono segni, significati, simboli, storia; viaggiare è scoperta di paesaggi e oggetti che rimandano alla relazione con le persone ed inevitabilmente alla memoria”.

EMOZIONI IN TERRA CAMUNA – Attorno alla mappa della Valle Camonica, allestita al centro della Chiesa di Sant’Antonio di Breno, si sono avvicendati i fotografi, le loro opere, i loro progetti, la loro abilità narrativa nel raccontare il viaggio in Valle Camonica dentro e fuori i musei. Regista dell’incontro è stata Elena Turetti promotrice del concorso e Responsabile dei Musei, Ecomusei e cultura immateriale. Dal racconto dei fotografi emergono scelte artistiche estremamente variegate: c’è chi ha cercato scorci di territorio caratteristici e giochi di luce, chi ha fotografato elementi di rottura del paesaggio, chi “armato” di taccuino ha ricercato le trasformazioni del bosco, chi ha concentrato l’attenzione sul rapporto fra paesaggio ed industria idroelettrica, chi si è immerso nella frammentazione di un paesaggio difficile da rappresentare in modo organico, chi ha descritto il lavoro degli archeologi sulle rocce incise, chi ha dialogato, chi si è emozionato.

LA VOCE DELLE IMMAGINI – La giuria composta da Elio Grazioli, William Guerrieri, Tancredi Mangano e Sabrina Ragucci ha assegnato il primo premio a Cristian Guizzo, che – rileva Guerrieri – “ha saputo mettersi in posizione di ascolto, delle cose, del paesaggio ma soprattutto delle persone, guardare le sue foto è come sentirne la voce.” – “Si tratta di una scelta che” – aggiunge Ragucci – “rispecchia l’equilibrio fra intenzione e realizzazione, fra progetto e fotografia”.

(Giampietro Moraschetti)

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